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SUPPORTARE (O SOPPORTARE?) UNA PERSONA SOTTO STRESS

Più o meno tutti abbiamo provato l’esperienza di offrire sostegno a una persona cara durante una prova impegnativa, e sappiamo che a volte non è facile evitare di essere travolti emotivamente.

Basti pensare al genitore che presenzia alla gara del proprio figlio o al partner che accompagna l’anima gemella a un importante colloquio di lavoro: sono molte le situazioni in cui offrire assistenza a una persona cara può generare disagio.

In questi casi si parla di stress empatico, perché colui o colei che soccorre, pur non vivendo in modo diretto l’esposizione allo stressor, entra in sintonia con la reazione emotiva della persona stressata.

Ma davvero l’essere i testimoni, non i protagonisti, di una prova stressante può attivare la nostra risposta allo stress?

Per testare tale ipotesi, un gruppo di ricercatori condusse uno studio multicentrico, ovvero condotto in più centri universitari, andando a misurare i livelli di cortisolo (ormone cui gli elevati livelli nel sangue indicano l’esposizione allo stress) non solo nella persona sottoposta allo stress acuto, ma anche in chi osservava dall’esterno la prova.

I partecipanti allo studio vennero sottoposti a un test, denominato Trier Social Stress Test, che consisteva nel tenere un discorso videoregistrato della durata di 5 minuti seguito da un’operazione aritmetica (procedere in un conto alla rovescia partendo dal numero 996 e sottraendo 7 unità alla volta).

Il tutto di fronte a due valutatori che, a insaputa del partecipante, erano complici del ricercatore ed erano stati istruiti a dare feed-back francamente negativi: corrugare la fronte, incrociare le braccia, esprimere disappunto non verbale e via discorrendo.

Vennero inoltre messi in atto anche alcuni accorgimenti volti ad analizzare la risposta dell’osservatore, che poteva essere il partner o una persona estranea, e che assisteva dal vivo (attraverso uno specchio) oppure osservava una trasmissione videoregistrata.

Indipendentemente dal rapporto con la persona sottoposta al test di evocazione dello stress (partner o sconosciuto) e dalla modalità di osservazione (dal vivo o in differita), l’osservatore era sempre e comunque spettatore passivo dell’evento stressante.

Ebbene, nel 26% dei testimoni venne registrato un importante aumento dei livelli di cortisolo, con un aumento a percentuali del 40% nei casi in cui l’osservatore era il partner e assisteva in diretta alla prova.

L’aumento dei livelli di cortisolo, che costituisce l’indicatore dell’attivazione del processo di risposta allo stress, si verifica anche quando il soggetto non offre alcun tipo di supporto alla persona stressata.

È sufficiente respirare l’aria “pesante” che si genera durante un evento stressante per rischiare di rimanere contagiati!

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Bibliografia

Engert, V., Plessow, F., Miller, R., Kirschbaum, C., & Singer, T. (2014). Cortisol increase in empathic stress is modulated by emotional closeness and observation modality. Psychoneuroendocrinology, 45, 192-201.

Gian Luca Rosso

Sono un Medico e Ricercatore indipendente. Ho conseguito un dottorato di ricerca in psicologia, neuroscienze e statistica medica presso l’Università degli Studi di Pavia.

Vivo a Cuneo e lavoro sia come Medico del Lavoro consulente ed esperto in salute e benessere nei luoghi di lavoro, sia come Medico del Servizio di Emergenza Sanitaria (118) del Sistema Sanitario Nazionale.

Sono Autore di numerosi studi scientifici, capitoli e manuali dai contenuti medici e psicologici.

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Gian Luca Rosso