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SAPETE PRESENTARE UN INCENTIVO? (2a parte)

Volete motivare una o più persone attraverso un incentivo?

Abbiamo visto quanto sia importante saper scegliere il frame giusto (Mo_1).

Oggi vi voglio mettere in guardia se state pensando di presentare la vostra ricompensa in modo competitivo, ovvero solo il primo che raggiunge l’obiettivo prefissato vince il premio.

Perché presentare una ricompensa in modo competitivo (fenomeno molto diffuso oggigiorno) potrebbe generare sentimenti negativi.

La teoria del conflitto realistico (Realistic Conflict Theory) ci spiega, infatti, che possono nascere comportamenti negativi tra individui e gruppi che competono per risorse limitate.

Nel lontano 1954, lo psicologo Muzafer Sherif caricò su un pulmino 22 ragazzini di 11 anni per portarli in un campeggio estivo presso il Robber’s Cave State Park, in Oklahoma.

I ragazzi non si conoscevano tra loro ed erano ignari di partecipare a un esperimento. I ricercatori li divisero in due gruppi e assegnarono loro due luoghi distanti l’uno dall’altro.

Durante la prima fase dell’esperimento, ciascun gruppo restò per conto proprio e fu impegnato in attività di squadra in modo tale da favorire un legame tra i ragazzi.

Al termine della prima settimana di campeggio si creò una vera e propria affinità tra i ragazzi dello stesso team, con la scelta di un nome (rispettivamente, Aquile e Serpenti a sonagli) e una bandiera.

Nel secondo stadio i ricercatori presentarono un gruppo all’altro e organizzarono una serie di competizioni nelle quali i premi (trofei, medaglie, coltellini…) erano solamente per i vincitori.

Come previsto, questo tipo di competizioni e ricompense creò importanti conflitti tra i due gruppi, che inizialmente vennero espressi solo verbalmente ma successivamente sfociarono in atti di vandalismo, furti e vere e proprie aggressioni, al punto da costringere i ricercatori a separare fisicamente i due gruppi.

L’esperimento passò al terzo stadio: i ricercatori crearono situazioni nelle quali i due team dovettero lavorare insieme per risolvere numerosi problemi, come ad esempio la carenza improvvisa di acqua nel campeggio.

Alla fine di questa fase emerse una grande simpatia e amicizia tra i ragazzi dei due gruppi, semplicemente grazie alle attività che avevano richiesto un lavoro di cooperazione.

Questo studio ci insegna come una ricompensa presentata in modo competitivo possa inaridire, se non danneggiare, le dinamiche all’interno di un gruppo oppure fra diversi gruppi.

D’altra parte, qualora il premio venga offerto solo nel caso in cui il traguardo prefissato sia raggiunto attraverso un lavoro di squadra, l’incentivo è in grado di favorire anche il benessere psicologico dei soggetti ai quali è proposto.

E se il traguardo non venisse raggiunto?

Beh, ne risulteranno comunque delle buone dinamiche di gruppo.

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Bibliografia:

Sherif, M., Harvey, O.J., White, B.J., Hood, W., & Sherif, C.W. (1961). Intergroup Conflict and Cooperation: The Robbers Cave Experiment. Norman, OK: The University Book Exchange. pp. 155–184.

Gian Luca Rosso

Sono un Medico e Ricercatore indipendente. Ho conseguito un dottorato di ricerca in psicologia, neuroscienze e statistica medica presso l’Università degli Studi di Pavia.

Vivo a Cuneo e lavoro sia come Medico del Lavoro consulente ed esperto in salute e benessere nei luoghi di lavoro, sia come Medico del Servizio di Emergenza Sanitaria (118) del Sistema Sanitario Nazionale.

Sono Autore di numerosi studi scientifici, capitoli e manuali dai contenuti medici e psicologici.

Tra le pagine di questo sito troverai anche i riferimenti alla mia collana di libri il cui tema sono le soft skills.

Chiedimi il contatto sui principali social media e io, molto volentieri, lo accetterò!

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